Red Joan

Regia: Trevor NunnCast: Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore, Tom Hughes.  Nazione: Gran Bretagna. Durata: 110 minuti. Distribuzione: Vision Distribution

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Joan Stanley è un’anziana signora che trascorre tranquillamente le sue giornate. Un giorno, inaspettatamente, si vede bussare alla porta due agenti dell’ MI5, che l’accusano di spionaggio e di tradimento nei confronti della Gran Bretagna. Portata in centrale per l’interrogatorio, accompagnata dall’incredulo figlio avvocato, cominceranno a riaffiorare alla mente di Joan i tempi in cui, poco più che ventenne, iniziò a frequentare la facoltà di fisica a Cambridge, il suo amore per l’attivista comunista Leo Galich ed il lavoro alle dipendenze del professor. Davies: in quegli anni (siamo verso la fine della seconda guerra mondiale) tutti gli sforzi dell’innovazione e della ricerca erano concentrati sul nucleare. Joan ricorda i suoi tumulti interiori,  combattuta tra la passione e le soddisfazioni che le regalava il suo lavoro e le preoccupazioni che un giorno quello stesso lavoro potesse servire a creare uno strumento dedito allo sterminio dell’umanità.

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Trevor Nunn, quasi ottantenne regista britannico, con “Red Joan” porta sul grande schermo la vera storia di una donna, la quale fu coinvolta da giovanissima, in un progetto più grande di lei. Siamo verso la metà degli anni ’40, la guerra è ormai alle battute finali e Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia si sono lanciate in questo tunnel di sfrenata ed incessante evoluzione tecnologica per dimostrarsi l’un l’altra di essere superiore ai propri alleati. A Joan queste schermaglie non interessano: lei ama il suo lavoro ed il Paese in cui vive, ma proprio in questi anni Stati Uniti e Russia iniziano i loro scontri diplomatici, lasciando la Gran Bretagna nel mezzo, Joan è quindi combattuta tra l’idea di portare avanti il progetto segreto per il raggiungimento del nucleare a cui sta lavorando e quella di boicottare il tutto, passando informazioni ai filo russi per evitare che, dopo Hiroshima e Nagasaki, altri civili possano essere sterminati.

Purtroppo il film non soddisfa tutte le aspettative che si potevano nutrire su un’opera del genere. “Red Joan” si presenta come un classico film di spionaggio, con tutti gli elementi che da sempre hanno caratterizzato lavori di questo genere. L’opera poggia su due piani temporali. Il primo ambientato ai giorni nostri, dove una Joan ormai anziana (Judi Dench), accusata di tradimento nei confronti del suo paese, vede riaffiorare alla memoria luoghi e situazioni di cui nessuno era a conoscenza, ma che erano ancora vivi nella sua mente. Il secondo, ambientato verso la metà degli anni ’40, dove una brillante e giovane Joan (Sophie Cookson) vedrà il mondo cambiare velocemente sotto i suoi occhi e le cui scelte di vita saranno quasi sempre dettate più dal cuore che dalla ragione.

Il film ha sicuramente il pregio di ricreare atmosfere veramente suggestive, mostrandoci le vicende ambientate negli anni ’40. Una buona fotografia, scenografia e la costruzione dei personaggi dell’epoca regalano momenti dove è palpabile quest’atmosfera di fine guerra mondiale ed inizio guerra fredda. Peccato però che, come già vi anticipavamo, le note positive finiscano qui. I difetti principali risiedono nella sceneggiatura, che, nonostante non ci siano particolari buchi o errori, si limita semplicemente a svolgere il compito, senza regalare mai qualcosa di nuovo o interessante allo spettatore. “Red Joan” scorre via in modo fluido, mai particolarmente pesante, ma senza nemmeno quel piglio e quella verve che da un film di spionaggio di fine seconda guerra mondiale ci si potrebbe aspettare.

Poco apprezzata anche la scelta  di concentrare le maggiori attenzioni e sforzi solo ed esclusivamente alla parte ambientata negli anni’40, in cui i personaggi hanno comunque una caratterizzazione ed un’evoluzione discretamente strutturati, scegliendo invece di gestire in modo abbastanza sbrigativo l’evoluzione dei sentimenti ed i personaggi dei giorni nostri, e sinceramente quando si ha la possibilità di lavorare con un’attrice come Judi Dench è proprio un peccato affidarle un personaggio poco strutturato e caratterizzato.

Per concludere “Red Joan” è un film che si guarda senza sbadigli, ma che finirà presto nel dimenticatoio di chi lo ha visto. La storia è interessante, la messa in scena è godibile, ma oltre a questo ben poco altro, per un lavoro senza particolari e grossolani errori, ma anche senza nessun avvincente ed originale spunto narrativo e cinematografico.

Voto del pubblico

 

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