Dolor Y Gloria

Regia: Pedro Almodovar. Cast: Antonio Banderas, Asier EtxeandiaLeonardo Sbaraglia, Penelope CruzNazione: Spagna. Durata: 113 minuti. Distribuzione: Warner Bros

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Salvador Mallo, regista di successo, si trova in una fase di profonda crisi sia fisica che creativa. Le sue giornate trascorrono lentamente, avvolto nei suoi pensieri, nei dolori e soprattutto nei ricordi di quando era bambino, di quando era povero e viveva con la madre, che ha dovuto fare tanti sacrifici per mantenerlo e farlo crescere. Ma proprio quando sembra aver toccato il fondo, per Salvador si riaccende la luce ed il regista trova finalmente l’ispirazione per iniziare una nuova opera, che possa raccontare dei suoi sentimenti, delle sue passioni e dei suoi dolori.

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Pedro Almodovar con “Dolor y Gloria” torna a parlarci di sè sul grande schermo. E, dopo qualche passaggio a vuoto, lo fa alla sua maniera, raccontandoci dei suoi sentimenti, dei suoi dolori e delle sue fatiche. Ma qui, più che in altre opere, Almodovar riesce ad aprirsi al pubblico, mostrandosi per quello che è, senza veli e senza freni. Mettendosi a nudo davanti al suo pubblico, che tanto lo ha amato nel corso della sua carriera, ci lascia il suo testamento, addentrandosi senza timore anche nel lato più privato della sua vita, quello dove le sofferenze della testa e del cuore vanno ad intrecciarsi alle sofferenze del fisico, in un viaggio dentro le sue memorie ed i suoi ricordi a partire dall’infanzia.

Senza paura di essere smentiti, possiamo tranquillamente dire che il regista spagnolo è tornato a regalarci un’opera ai livelli che gli competono. Forse perché sente questo film più suo rispetto ad altri, forse perché aveva bisogno di regalare al suo pubblico un’opera che lo potesse mettere a nudo, sta di fatto che in questo “Dolor y Gloria” ci troviamo davanti un Almodovar che si addentra nel suo profondo, come poche volte era riuscito a fare prima. Il film scorre, lungo il percorso di vita del suo protagonista in un mix di ricordi, emozioni, colori, dialoghi e musiche ben miscelate ed integrate tra loro. Lo stile narrativo è inconfondibile, sempre elegante e delicato nel raccontare aspetti forti e profondi, che colpiscono solitamente i suoi personaggi.

Il tutto è legato da un cast di assoluto spessore e, se di Penelope Cruz non erano mai state messe in discussione le capacità recitative, la vera sorpresa ce la regala Antonio Banderas: nella miglior interpretazione della sua carriera riesce a far sua questa parte e ad immergersi nel personaggio in modo magistrale e carismatico, regalando a Salvador Mallo tanta forza e tanta sensibilità allo stesso tempo.

Con questo film Pedro Almodovar scrive e filma probabilmente non la sua migliore opera a livello assoluto, ma sicuramente quella che riesce meglio a rappresentarlo e che mette più in luce i suoi sentimenti e le sue fragilità nel corso della sua carriera. Attraverso personaggi fragili e forti allo stesso tempo, il regista spagnolo è riuscito a regalare al pubblico un’opera diretta, intensa e dall’impatto significativo.

Voto del pubblico

 

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