Arrivederci Professore

Regia: Wayne RobertsCast: Johnny Depp, Zoey Deutch, Danny Huston, Rosemarie DeWittNazione: Stati Uniti. Durata: 90 minuti. Distribuzione: Notorious Pictures

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Richard, professore di letteratura inglese in un college, scopre di avere un tumore ai polmoni in stadio ormai irrimediabilmente avanzato. Nei sei mesi o poco più che gli restano da vivere, deciso a confidare la sua malattia solo al caro amico Peter, Richard decide di cambiare drasticamente la sua esistenza. Sia nella vita privata, che durante le lezioni in università, il professore intraprenderà un approccio alle sue giornate completamente diverso. Deciso come mai lo era stato prima a cogliere e a far cogliere appieno ai suoi studenti il succo della vita; senza freni e paletti, cercando il modo da soddisfare ed appagare il più possibile i propri bisogni e le proprie esigenze. Con il desiderio di condividere questa sua nuova filosofia anche con i suoi studenti, sua moglie e sua figlia.

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Wayne Roberts, regista e sceneggiatore di “Arrivederci Professore” porta sul grande schermo la storia di un uomo che, solo davanti ad una malattia incurabile, decide di dare una decisa e decisiva svolta alla sua vita, che fino a quel momento, era stata abbastanza piatta e regolare: marito fedele, padre di famiglia  e stimato professore di lettere in un importante college degli Stati Uniti. Una vita che però Richard aveva vissuto come una trappola e, solo dopo la scoperta della malattia incurabile, riuscirà ad intraprendere quel percorso che lo renderà finalmente libero di pensare e soddisfare i propri bisogni. Solo la consapevolezza che il tempo a nostra disposizione non è illimitato e che anzi si appresta a volgere al termine, permetterà a Richard di aprirsi a quei sentimenti che c’erano sempre stati, ma che erano rimasti nascosti dentro di lui.

Purtroppo l’opera risente notevolmente della totale mancanza di coraggio da parte del regista. Wayne Roberts avrebbe anche tra le mani il potenziale per costruire un film forte, distruttivo e capace di far sentire la sua voce contro questa società che bada più alla forma che alla sostanza, ingabbiando le persone dentro clichè predefiniti senza permettere loro di esprimere i propri sentimenti e bisogni più profondi. Tutto questo si percepisce durante la visione, ma non viene mai approfondito per via di una sceneggiatura che fatica e non poco a sviscerare in maniera decisa i vari aspetti della vicenda. Anche la costruzione dei personaggi, sia quello principale che quello secondario, risulta abbastanza piatta e banale con un professor Richard (Johnny Depp) che poco riesce a trasmettere al pubblico la forza dirompente che dovrebbe sprigionarsi nel momento in cui, consapevole di avere ancora poco tempo da vivere, decide di cambiare completamente prospettiva nell’analizzare i vari aspetti della propria vita.

Il ritmo narrativo riesce a tenere a galla un’opera che fatica non poco, con un Johnny Depp notevolmente più a suo agio nelle scene ironiche e divertenti, ma evidentemente in difficoltà nei momenti più drammatici che deve affrontare il suo personaggio. L’attore, anche lui in cerca di riscatto dopo un periodo non semplice della sua carriera, sembra subire quel clima da “vorrei ma non posso” che risuona in tutta l’opera, con una interpretazione dalle buone potenzialità, ma apparentemente controllata, come se la paura di strafare bloccasse l’attore americano.

Per concludere questo “Arrivederci Professore” è un film che fa il verso ad un altra opera: più che a “L’Attimo Fuggente”, con il quale ha in in comune solo un professore che cerca di insegnare qualcosa in modo diverso ai suoi alunni, ad “American Beauty”, dove Richard ricorda più Lester Burnham, che il professor Keating, sia nella sua vita “normale” fatta di lezioni al college e cene tutte ordinate, con una moglie che lo tradisce e che nemmeno lui ama più, sia nel cercare di cambiare la propria esistenza, ormai schiacciato dal peso di non potere vivere appieno i propri sentimenti. Ma se il film di Sam Mendes aveva il coraggio di gridare e mostrare tutto il disagio e la sofferenza che i suoi personaggi vivevano e provavano ,qui tutto ciò manca. Il risultato è un film dal discreto potenziale, ma completamente scialbo e superficiale.

Voto del pubblico

 

 

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