Il Diritto di Opporsi

Regia: Destin Daniel Cretton. Cast: Michael B. Jordan, Brie Larson, Jamie Foxx, O’Shea Jackson Jr.. Nazione: Stati Uniti. Durata: 136 minuti. Distribuzione: Warner Bros.

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Bryan è un giovane avvocato di colore, che decide di lasciare la sua vita agiata per andare nel sud del paese a difendere i diritti di alcuni carcerati nel braccio della morte: si tratta di persone che non hanno avuto la possibilità di permettersi un legale che potesse garantire loro un’adeguata difesa. Il tutto è ovviamente svolto a titolo gratuito. Fra questi detenuti c’è Walter, nel braccio della morte da tantissimi anni per l’omicidio di una ragazzina bianca di 18 anni. Un omicidio per il quale Walter si è sempre professato innocente, ma per il quale era necessario trovare un colpevole il prima possibile, per calmare le ansia e la paure di un’intera comunità composta principalmente da persone bianche.

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Destin Daniel Cretton, già regista de “Il Castello di Vetro”, porta al cinema con “Il Diritto di Opporsi”, un film dal forte impatto sociale. Ci racconta la storia di una grandissima ingiustizia a sfondo razziale, una storia ambientata non troppo lontano dai nostri giorni, ci troviamo nel 1988 e non a metà del ventesimo secolo, una storia che suona come un grido feroce nella società americana, così concentrata a trovare giustizia per i bianchi da essere disposta a calpestare i diritti dei neri. Basato sulla storia raccontata dal vero Bryan Stevenson nel libro “Just Mercy”, il film ci mostra la forza ed il coraggio che hanno dovuto avere alcuni uomini nel tentativo di rendere migliore la società in cui vivono.

Nel valutare “Il Diritto di Opporsi” crediamo sia necessario dividere il nostro giudizio in due aspetti. Quello prettamente cinematografico e quello relativo al tipo di messaggio che un film del genere vuole trasmettere al suo pubblico. Partendo dall’aspetto cinematografico, troviamo alti e bassi nell’opera: parlando della sceneggiatura, curata dallo stesso regista con l’autore del libro e Andrew Lanham, la stessa risulta essere un po’ sbilanciata verso un unico punto di vista. Ogni situazione, dialogo e sviluppo della vicenda tendono a creare stupore e sgomento nello spettatore per la quasi inverosimile gestione della situazione da parte della polizia. Questo sbilanciamento tende a far perdere di potenza e di credibilità il racconto e riteniamo che un punto di vista forse un po’ più equilibrato avrebbe garantito maggior forza alla vicenda stessa. Dal punto di vista tecnico il film è sufficiente, con una regia asciutta, senza particolari virtuosismi, ma funzionale al racconto. Racconto che viene sorretto anche da più che apprezzabili performance degli attori principali.

Passando invece al messaggio che il film vuole portare a galla, “Il Diritto di Opporsi” non può che essere considerato un film forte e necessario. Non tanto per le tematiche contro la pena di morte o le problematiche a sfondo razziale che ci vengono raccontate, questi sono temi ormai molto utilizzati nel mondo del cinema, ma per il coraggio e la forza di portare attacchi soprattutto alla società moderna. Il film ci racconta come i poteri forti utilizzino fattori come la paura e la cattiva informazione per confezionarsi una loro giustizia, che possa fare contenta un’intera comunità, il cui unico scopo è quella di non essere distolta dai propri comfort e dalle proprie abitudini, anche se questo vuol dire chiudere gli occhi davanti alla verità. E questo tipo di atteggiamento, soprattutto nelle società occidentali, è particolarmente ricorrente: la paura del diverso, dei cambiamenti, vengono utilizzati per controllare le masse e di conseguenza l’intera società.

Per concludere, “Il Diritto di Opporsi”, è sicuramente un film che non cambierà la storia del cinema e che non si farà ricordare per momenti memorabili. Ma ha sicuramente il merito di portare a galla con forza un’ingiustizia sociale ormai per lo più accettata dalla maggior parte della società, che, indipendentemente dal periodo storico, cerca sempre di infilarsi in uno stato di sicurezza, rifiutando e demonizzando attraverso la paura tutto quello che può portare ad un cambiamento.

Voto del pubblico

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