Gli Anni Più Belli

Regia: Gabriele Muccino. Cast: Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti , Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria. Nazione: Italia. Durata: 129 minuti. Distribuzione: 01 Distribution.

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Siamo nei primi anni ’80: Giulio, Paolo e Riccardo sono tre sedicenni praticamente inseparabili, ai quali si unirà ben presto Gemma, che diventerà la ragazza di Paolo. I quattro ragazzi vivranno insieme gli anni della loro adolescenza, ma con il passare del tempo, le loro strade dovranno inesorabilmente dividersi, alcune volte incrociandosi, altre volte restando parallele, in un viaggio di crescita e formazione, in cui gli ideali ed i sentimenti lasceranno pian piano spazio ai ricordi. Ricordi in alcuni casi belli e piacevoli, altri che lasceranno qualche rimpianto nei quattro protagonisti. Il tutto ha come sfondo l’Italia, che dagli anni ’80 ad oggi cambia e si trasforma, accompagnando nel bene e nel male i personaggi durante la loro crescita.

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Gabriele Muccino, regista italiano che non ha bisogno di presentazioni, porta sul grande schermo con “Gli Anni più Belli” lo spaccato di vita di quattro persone, raccontandoci il loro percorso formativo, partendo dall’adolescenza fino ad arrivare all’età adulta. Il regista romano metterà a nudo le loro emozioni ed i loro sentimenti, approfondendo i percorsi e le scelte di vita di ognuno, spesso intrecciati gli uni con gli altri. Al tutto fa da sfondo la storia del nostro paese, che accompagna le vicende dei vari protagonisti, mostrandoci gli avvenimenti più significativi per l’Italia e per il mondo intero.

Come già in sue altre opere, Muccino decide di veicolare i sentimenti e le emozioni dei suoi protagonisti attraverso uno spaccato anche sociale dell’ambiente che li circonda, nel caso specifico di Roma e dell’Italia. La struttura dello stile narrativo, che tende a mescolare gli aspetti più intimi dei propri personaggi a quelli più sociali dell’ambiente che li attornia, è ormai la firma stilistica di questo regista. E proprio la capacità di mostrare attraverso gli eventi storici i percorsi che i suoi personaggi intraprendono nel corso delle sue opere è uno delle aspetti più apprezzabili di questo regista. Peccato però, che anche in questo caso oltre a ció, Muccino non vada troppo oltre.

Tralasciando la messa in scena del film, sicuramente di livello, ma forse un po’ troppo autoreferenziale, almeno per chi vi scrive, è proprio la sceneggiatura a mostrare i principali segni di cedimento nel lavoro del regista de “L’Ultimo Bacio”. Muccino cerca di estrapolare la più ampia gamma di sentimenti e sfaccettatura dai propri personaggi, ma questa sua voglia di dare una forte identità ai protagonisti lo porta ad esasperare gli aspetti della loro personalità, infarcendo la vicenda ed i personaggi stessi di clichè e luoghi comuni che tendono a stereotipare un po’ tutto il lavoro. Questo fa perdere di forza alla vicenda ed i sentimenti e le emozioni che emergono vengono messi in secondo piano ed in ombra dalla costruzione dei personaggi. Il tutto viene accentuato, anche questo in classico stile mucciniano, da un’interpretazione degli attori, soprattutto quelli più giovani, veramente troppo sopra le righe.

Per concludere, guardando “Gli Anni più Belli”, non si può non riconoscere che questo è un film di Gabriele Muccino. E con questa affermazione vogliamo mettere in luce tutti gli aspetti sia positivi sia negativi che ci comporta. Sicuramente raccontarci la storia di questi personaggi attraverso un affresco del nostro paese non può che regalare emozioni piacevoli al pubblico, ma d’altro canto, chi cerca o spera in qualche nuova idea o spunto diverso da parte del regista rimarrà sicuramente deluso.

Voto del pubblico

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